Vite dei Santi

Santa Lucia

Ero giunto a Venezia col proposito di visitare la città. Poco distante dalla stazione ferroviaria c’è il Canal Grande della laguna.

Andai alla prossima fermata del traghetto, il quale, al di là dal Ponte di Rialto introduce nella grande laguna. Seppi che questa fermata del traghetto è detta Santa Lucia.

Mi rivolsi ad un tale: So che qui, a Venezia, c’è un importante ricordo di Santa Lucia. —

Mi fu risposto: A pochi passi da qui c’è la Chiesa di questa Santa. —

Pensai di andarla a visitare subito. La Chiesa è semplice e modesta.

Domandai ad un Sacerdote del luogo: Quale ricordo di Santa Lucia c’è in questa Chiesa?

— C’è il suo corpo.

— E dove è sepolto?

— Dietro l’Altare maggiore. —

Andai a vedere e potei mirare il sarcofago riparato dal vetro, con dentro il corpo della Santa, pienamente visibile.

Mi fermai a lungo ad osservare il sacro corpo nei suoi particolari.

La lunghezza del corpo è quanto la statura regolare di una giovane di quindici anni. Le vesti sono alla romana, a colori; la mano sinistra lascia vedere le ossa ed i nervi incorrotti. Manca soltanto un dito, che trovasi a Siracusa.

Toccando la mano, si ha la sensazione di toccare la pelle. Il volto è ricoperto da un’artistica maschera d’argento.

Il corpo è incorrotto, conservatosi tale non per misture ma o per fenomeno naturale o per grazia particolare di Dio, essendo il corpo di Santa Lucia verginale.

Poiché la storia di questa grande Santa merita di essere molto conosciuta ed apprezzata, mi decisi a scrivere un libretto popolare.

Mi sono servito degli scritti di diversi autori, cioè di Ottavio Garana, di Giovanni Parisi e di altri scritti tradizionali ricavati da libri greci e latini, in particolare del codice Papadopoli.

In una storia che rimonta a diciassette secoli fa, non sogliono mancare detti e fatti da attribuirsi alle pie tradizioni.

È da tenere presente che durante le persecuzioni erano incaricati sette persone, o notai, per registrare quanto accadeva nei tribunali romani. In principio si effettuava solo a Roma tale registrazione; in seguito si utilizzò questa pratica in tutte le capitali delle provincie romane. Si attuò anche a Siracusa, essendo allora questa città capitale della provincia romana sicula. Nella stesura di queste pagine spero di essere fedele a quanto c’è scritto sulla Martire di Siracusa.

Richiedi questo libretto →

Con un'offerta libera, a partire da circa 3€ per la spedizione.

Vuoi fare di più con Don Tomaselli?

Continua a leggere

Altri libretti che potrebbero interessarti