Libretto

Il grande incontro

Salviamo i moribondi!!

Giaculatoria. — Gesù, per la misericordia che hai usata al buon ladrone nell’ultima ora, abbi pietà dei peccatori ostinati sul letto di morte!…

Gesù è respinto dal letto d’agonia di tanti sventurati moribondi. Lo respingono perché pensano di essere giusti e di non aver bisogno di Gesù… Pretendono morire tranquilli e non consentono a Gesù di perdonarli e di dar loro il bacio di pace.

Tanti spirano senza guardare la Croce, senza benedire le Piaghe di Gesù e senza invocare quel Sangue Divino, dal quale sono stati riscattati.

Quanti muoiono senza ricevere il Santo Viatico! Quanti passano all’eternità e si presentano al Giudice Divino dopo avergli negato in terra l’ultimo sguardo e l’ultimo palpito del loro cuore!…

Supplicando Gesù per il perdono concesso al buon ladrone, i peccatori ostinati agonizzanti ricevono un aumento di grazia e potrebbero salvarsi nell’ultima ora.

La consolazione e le delicatezze dell’amor di Gesù si riversano su coloro che recitano la suddetta giaculatoria.

Salviamo le anime!

Satana ha il suo regno nel mondo; ne fanno parte coloro che sono in disgrazia di Dio. Tra i peccatori ci sono di quelli più attaccati al peccato e perciò sono legati al demonio con doppie catene. Costoro molto difficilmente si salveranno, se non c’è chi ne abbia pietà. Si reciti per loro questa preghiera:

«O Gesù, per il tuo amore misericordioso, per le tue S. Piaghe e per i meriti dei tuoi 33 anni di vita terrena, libera da Satana le anime che stanno sull’orlo dell’inferno!».

Ognuna delle anime salvate sarà una «perla eterna», che renderà più fulgida la corona della nostra gloria celeste.

Tali anime peccatrici si tengano presenti: Alla Consacrazione, alla Comunione, alla Benedizione Eucaristica, quando si ha qualche sofferenza e quando si baciano le S. Piaghe.

Onoriamo l’Addolorata!

Fu rivelato a S. Elisabetta Regina che S. Giovanni Evangelista desiderava vedere la Madonna dopo la sua Assunzione. Gli apparve la Vergine e Gesù. In tale occasione Maria SS. chiese a Gesù qualche grazia speciale per i devoti dei suoi Dolori.

Gesù promise: 1° Chi invoca la Divina Madre per i suoi Dolori, prima della morte meriterà fare vera penitenza dei suoi peccati. — 2° Custodirò questi devoti nelle loro tribolazioni, specialmente al tempo della morte. — 3° Imprimerò loro la memoria della mia passione, con grande premio in Cielo. — 4° Porrò questi devoti nelle mani di Maria, affinché Ella ottenga loro tutte le grazie che vuole. (Dalle «Glorie di Maria»).

Pratica: Recitare ogni giorno sette Ave Maria alla Vergine Addolorata. — Madre Dolorosa, prega per noi!

Proemio — Così la vita!

Ho avuto l’opportunità di fare numerosi e lunghi viaggi, in Italia, in tanti Stati d’Europa ed in diversi continenti, ma non per turismo, bensì per esigenze del Ministero Sacerdotale.

Quante cose viste e quante altre da vedere! Quante belle riflessioni possono farsi nei lunghi viaggi!

La mia attenzione talvolta è stata attratta dal corso dei fiumi. Tra quelli di Europa uno si è prestato molto alla mia riflessione: il Danubio.

Mi trovavo in Ungheria, a Buda-Pest. Avevo compiuta la mia missione a Buda ed attraversai l’imponente ponte del Danubio, che unisce la città di Buda a quella di Pest.

M’intrattenni a pensare: Questo fiume è ricco di acque e permette che i navigli facciano la spola di servizio tra Vienna e Buda-Pest.

Tu, o Danubio, hai la sorgente nella Selva Nera, hai attraversato la Germania, l’Austria ed ora attraversi l’Ungheria. Continuerai il tuo corso ed attraverserai la Jugoslavia e la Romania. Ma per quanto lungo possa essere il tuo corso, giungerai alla foce, al Mar Nero. Non potrai sfuggire alla sorte di ogni fiume, piccolo o grande che sia. Il mare ti attende.

Come il fiume, così la vita, la quale può paragonarsi ad un fiume; il corso della vita può essere più o meno lungo, ma ogni giorno, anzi ogni ora, ogni istante, è un correre verso la foce, cioè verso la fine della dimora terrena, che è la morte.

Le acque del fiume, giunte alla foce, entrano nel grande mare; tutti i mortali, giunti alla fine, entrano nel grande mare dell’eternità,… nel mondo dei più.

* * *

Recitando le preghiere della Liturgia delle Ore, giunto al Salmo 89, rientro in me stesso.

C’è un versetto, che spesso mi ritorna alla mente e non mi lascia indifferente: Settanta sono gli anni dell’uomo; ottanta per i più robusti. (Salmo 89).

Non è detto che agli ottant’anni si debba morire da tutti. La Sacra Scrittura parla della durata della vita in modo generale. Ci sono anche le proroghe.

Trovandomi già alla porta degli ottant’anni, dico a me stesso: Devo stare con le valige preparate, come coloro che alla stazione aspettano il treno.

Quando il Papa Leone XIII compiva i novant’anni, i Cardinali gli fecero l’augurio: Santità, che possiate vivere fino ai cento anni! —

Il Papa, con espressione arguta, rispose: Fino ai cento anni?… E perché mettere limiti alla Provvidenza? —

Tuttavia, chi ha addosso il peso degli anni, pensi seriamente che il più della vita è ormai passato e deve disporsi alla partenza.

* * *

È tanto conosciuto in Lombardia ed altrove Fra Cecilio, Cappuccino. La città di Milano riconosce le benemerenze caritative del Fraticello e ne ha fatto i pubblici elogi.

Fra Cecilio non ha compiuti corsi di studio, ha soltanto la frequenza della terza elementare; eppure è stato pubblicato un suo libro “Nella Luce Divina”, ricco di esperienze ascetiche e pastorali, di cui è stata presentata copia anche al Papa.

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