
In una clinica. Il chirurgo osserva lo ammalato e poi esclama: «Tenterò… speriamo!».
Ha riscontrato in quel misero corpo una piaga cancrenosa. Il pus, il fetore nauseante, tutto è indizio d’inoltrata cancrena. Riuscirà il valente chirurgo a ridare la sanità perfetta al suo cliente? Impresa ardua! Potrà almeno dire: «Ho fatto di tutto per prolungare di un mese, di un anno la vita ad un uomo».
La società oggi è ammalata moralmente; le cose vanno di male in peggio; da tutti ci si lamenta. Bisogna correre ai ripari.
Come il medico applica le sue nobili attività per curare i corpi, così il Ministro di Dio deve mettere in atto le sue energie per curare le anime.
Povere anime, che corrono alla perdizione! Vanno al macello, saltellando come agnellini, e non pensano che c’è un Giudice Supremo, al quale bisogna dare conto di tutto!
Urge curare una piaga cancrenosa, la immoralità.
Riuscirò con questo scritto a guarire così orribile male?… Tenterò! Fortunate le anime che sapranno approfittare! Guai invece a quelle, che pur riconoscendo il loro misero stato, non vorranno decidersi a correre ai rimedi! Daranno costoro più stretto conto a Dio, in quanto c’è chi desidera curarle ed esse cercano volontariamente la morte eterna.
Invoco le Piaghe di Gesù Crocifisso, affinché queste pagine possano apportare ubertosi frutti.
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