I pellegrinaggi in Terra Santa sono frequenti. Molti vorrebbero visitare i luoghi santificati dalla presenza del Figlio di Dio, fatto Uomo, ma non ne hanno la possibilità.
Altri invece, prendendo parte a qualche solenne pellegrinaggio, hanno la gioia di vedere i luoghi più rinomati della Palestina, di rivivere tante scene evangeliche e di gustare le dolci emozioni che sogliono provare i veri amanti di Gesù.
Quale gioia si ha nel visitare a Nazaret il Santuario costruito sul posto ove la Madonna ricevette l’annuncio dell’Angelo ed ove Gesù si fece Uomo! Quale emozione si prova nell’entrare nella grotta di Betlem, oggi trasformata in cappella!
Ma le emozioni principali si hanno a Gerusalemme, nella città Santa, che poi fu la città deicida. Vi si vedono qua e là residui delle mura di cinta e si presentano allo sguardo campanili e moschee. Si attraversa l’immensa spianata, selciata, ma deserta, ove prima sorgeva il magnifico Tempio di Salomone. E’ meta dei pellegrini il Tempio del Cenacolo. Ma il cuore dei visitatori è rivolto al Calvario.
Attraversata quasi per intero la città, ci si trova davanti al superbo edificio. E’ il Tempio del Santo Sepolcro, di forma rotonda, alto, con sedici colonne imponenti e sedici finestre corrispondenti, con invetriate ricoperte da veli neri, che danno al Tempio un tono di lutto. Nel centro c’è il Sepolcro in un ricco mausoleo, sormontato da una cupola.
Qui si suole sostare per mirare e meditare: “In questo sepolcro Gesù stette e qui Egli risuscitò gloriosamente!”.
Sotto lo stesso grande edificio, ma lateralmente, si vede un alto muraglione, costruito per impedire le frane del Calvario e per rendere facile l’accesso, ai lati stanno due scale, per le quali si va al luogo della Crocifissione.
Sopra il muraglione, l’ambiente è di forma rettangolare, molto lungo, mattonato a mosaico. Vi regna la penombra, centinaia di piccole lampadine pendono dall’alto e rischiarano un poco il doloroso recinto.
Parecchi altari ricordano, per mezzo d’iscrizioni, i posti della Passione, cioè ove Gesù fu spogliato ed abbeverato di fiele, ove fu inchiodato alla Croce ed ove la Vergine Madre l’ebbe morto tra le braccia.
L’Altare centrale, ove nessuno può celebrare, è sul posto ove fu piantato il legno della Croce. A qualche palmo di distanza dall’Altare, in basso, c’è quella stessa pietra, nella cui fessura stette la Croce con Gesù agonizzante. La vera Croce è sparsa per il mondo, distribuita in mille reliquiari. Qui sul Calvario è collocata a ricordo una altra Croce, con l’immagine di Gesù, con a destra quella dell’Addolorata ed a sinistro quella di San Giovanni.
Ai pellegrini è lecito baciare il sacro suolo. Stendendo il braccio, attraverso il vuoto della base dell’Altare, si può giungere a toccare la storica roccia del Calvario. D’ordinario, per la calca dei visitatori, non è possibile fermarsi a lungo in questo luogo, ma approfittando delle ore di tregua, si può stare a tutt’agio a pregare e meditare.
Meditare sul Calvario!… Quale libro più prezioso?
In questo palmo di terra, il Figlio di Dio compì l’opera della Redenzione.
Qui riparò i peccati dell’umanità, con la sua morte diede la vita alle anime, abbattè le potenze infernali e riaprì il Paradiso!
Su questa pietra Gesù lasciò cadere il suo Sangue. Il Corpo Divino si dissanguava sotto lo sguardo della Madre Addolorata, la quale stava proprio qui, sotto la Croce!
Tu, o Gesù, offristi al Divin Padre il sacrificio di tutto te stesso e dicesti in questo posto: « tutto è compiuto!».
Grazie, o Gesù, che sei morto per me! Grazie, o Vergine Addolorata, che versavi su questa terra lacrime di sangue per cooperare alla Redenzione umana!
L’anima meditabonda bacia ancora una volta il sacro suolo e, commossa e rinnovata nello spirito, rifà la scala del muraglione ed esce dal Tempio.
Fortunato San Giovanni e fortunate le pie donne che assistettero al sacrificio del Figlio di Dio sulla Croce! Fortunati, in qualche modo, quelli che possono visitare il Calvario e far rivivere nella loro mente le scene dolorose della Passione!
Ma fortunati possiamo dirci tutti, perchè tutti possiamo assistere al Sacrificio della Messa, il quale è la rinnovazione reale di quello della Croce. C’è questa differenza tra i due sacrifici: il primo si compì sul Calvario una sola volta con spargimento di Sangue; il secondo, il Sacrificio della Messa, si compie e si ripete in modo incruento, cioè senza spargimento di Sangue.
La Messa non è un ricordo della Passione di Gesù, ma ne è la vera rinnovazione. Perciò, come merita l’adorazione il sacrificio della Croce, così la merita il sacrificio della Messa.
Quale tesoro è dunque la Messa! Ma è un tesoro nascosto, di cui tanti ignorano la preziosità. Per questo da non pochi si ascolta da… analfabeti, cioè quasi con la sola presenza.
La celebrazione del Santo Sacrificio è accompagnata da un complesso di preghiere divinamente ispirate ed è ben giusto che i fedeli conoscano e prendano parte a tali preghiere liturgiche.
Questo scritto ha lo scopo di far conoscere al popolo il significato della Messa, di suggerire la maniera pratica e fruttuosa ad assistervi e diinvogliare ad ascoltare più Messe che sia possibile.