16 ore sante
Ama il prossimo tuo
Iddio ha dato questo comandamento: Ama il prossimo tuo come te stesso!
Dobbiamo dunque amarci tutti. Ma in quale misura? … Senza limiti … come amiamo noi stessi! L’amore verso di noi stessi è immenso e così dev’essere quello del prossimo.
Piace a noi che gli altri pensino male del nostro operato? No, certamente! E allora non dobbiamo mai pensare male dell’operato del nostro prossimo.
Vogliamo che gli altri parlino male di noi nella nostra assenza? Che ridano alle nostre spalle? Che dicano parole ingiuriose? Tutto ciò non lo vogliamo. Ebbene, comportiamoci così anche col nostro prossimo, cioè non parliamo male di nessuno, non scherniamo e non diciamo ingiurie ad alcuno.
Piace a noi essere trattati duramente dai superiori ed essere umiliati alla presenza di altri? No, invero! Dunque, trattiamo con garbo gli inferiori ed i dipendenti, senza rimproverarli aspramente e senza umiliarli davanti ad altri.
Se tu sbagli, vuoi essere compatito. Compatisci anche gli altri nelle loro manchevolezze! Se chiedi un favore, desideri che ti venga accordato. Così non rifiutare se gli altri si rivolgono a te.
(continua a pag. 3 di cop.)
Se adoperiamo la stessa misura per noi e per gli altri, siamo veramente giusti; se facciamo diversamente, non pratichiamo la legge di Dio.
Come pratichi tu, o anima cristiana, il comandamento dell’amore del prossimo? Ricorda che chi non ama il prossimo come vuole Gesù, non ama neppure Iddio. L’amore santo del prossimo e l’amore di Dio sono inseparabili.
Triduo privato
Ci sono delle anime che alla fine dell’anno sogliono fare un piccolo triduo privato, con le seguenti intenzioni:
- – 29 Dicembre: riparare le infedeltà commesse durante l’anno.
- – 30 Dicembre: ringraziare Dio dei benefici ricevuti nel corso dell’anno.
- – 31 Dicembre: implorare la Benedizione di Dio per il nuovo anno.
Questo triduo si consiglia anche in occasione del proprio compleanno.
Una mano sulla coscienza
Quanti doveri, supponendoli piccoli o trascurati del tutto o strapazzati per dissipazione, per fretta, per lentezza, per accidia!
Quanto bene fatto per forza, o per farsi vedere, o più per passione larvata che non per virtù o anche imprudentemente, fuori di tempo e di luogo, di testa propria, chiuso l’orecchio ai consigli di savi o di superiori!
E quante cose fuori di posto nei «pensieri»: vanità, frivolezze, fantasie poco sane, orgoglio… — nelle «opere»: curiosità arrischiate, libertà che dànno rimorso, rispetti umani, amicizie incaute, mollezza soverchia, golosità… – nel «portamento»: smania di comparire, abbigliamento poco corretto, civetterie…
Che conti da saldare con la Divina Giustizia! Si rimedi con la «preghiera» e con la «penitenza».
