Gesù è Fonte viva, zampillante acqua sino alla vita eterna. Tutti i tesori di grazia vengono a noi per i meriti del Figlio di Dio.
Come il cervo assetato corre alla fonte e poi riprende con lena la corsa, così è necessario che le anime si accostino alla Fonte Divina per attingervi forza nel cammino della vita mortale.
Fissiamo i nostri sguardi sul Cuore di Gesù, Fonte di vita e di santità! Egli vuole riversare in noi tutta la sua tenerezza, tutte le più delicate effusioni del suo Cuore.
Con l’acqua della fonte, Gesù si è chinato a lavare i piedi dei suoi Apostoli ed ora si china a lavare l’anima nostra nel Sacramento della Penitenza e dell’Eucaristia. Si china ogni giorno nel Sacrificio della Messa.
L’acqua è indispensabile al corpo per che desta, ma per essere più sostanza di cuore dell’uomo. Gesù, nella sua Passione, dalla ferita del Costato ha versato Acqua e Sangue e nell’Eucaristia presenta a coloro che si comunicano questa Celeste Fonte, per deliziarli della sua ebbrezza divina.
Il dovere fondamentale di ogni anima è certamente quello di orientare verso Dio sé stessa e la propria vita. Quindi, bisogna volgersi generosamente a Dio, riconoscendone la Suprema Maestà, accertando con 300 comissione le verità divinamente rivelate. osservandone le leggi e facendo convergere verso di Lui ogni palpito del cuore.
Ma perché ci si possa orientare verso Dio ed avere la forza di osservare i suoi Comandamenti, è necessario accostarsi con frequenza alla Fonte Divina, a Gesel Eucaristico, ricevendolo sacramentalmente
La Comunione di Pasqua, una volta l’anno, non è sufficiente a vivere da buoni Cristiani. Il corpo per crescere, rafforzarsi e sostenere il peso quotidiano, ha bisogno di frequente ed ordinata nutrizione; così l’anima per crescere nell’amore di Dio, potere resistere alle tentazioni e osservare bene la legge divina, ha bisogno di nutrirsi con frequenza e con ordine del Pane dei Forti, che è la Santissima Eucaristia.
Sono lodevoli tutte le pratiche che spingono alla frequente Comunione. Ma il Concilio di Trento dichiarò che è desiderio della Chiesa che ogni qual volta i fedeli assistono alla Messa, si accostino alla Comunione. D’ordinario i fedeli vanno a Messa tutte le domeniche; dunque si consiglia di comunicarsi tutte le domeniche. Basta volerlo, quantunque non si sia obbligati, si potrebbe riuscire a comunicarsi cinquantadue volte l’anno.
Quest’atto di ossequio a Gesù Sacramentato dai volenterosi potrebbe prestarsi sempre; ma che «almeno una volta nella vita per un anno intero i fedeli santifichino tutte le domeniche con l’accostarsi alla Comunione».
I frutti di questa pratica sono:
1) Si soddisfa al desiderio di Gesù. Nella Messa infatti Egli dice: Prendete e mangiate tutti! – In quante Messe domenicali, pur assistendovi masse di fedeli, non si vedono che pochissimi a ricevere Gesù Sacramentato! Talvolta sono due o tre anime a comunicarsi e talvolta nessuna. Quanta gioia si darebbe a Gesù, se ogni domenica i fedeli si accostassero molto numerosi alla Mensa Eucaristica!
2) Si partecipa attivamente al Divin Sacrificio. Chi infatti assiste alla Messa e non si comunica, partecipa meno perfettamente alla rinnovazione del Sacrificio della Croce e ne gode solo di qualche frutto; mentre chi si comunica si unisce intimamente alla Vittima Divina, immolandosi con Essa al Divin Padre in un trasporto di amore e di completa dedizione.
3) Si santifica il giorno del Signore. II terzo Comandamento «Ricordati di santificare le feste» ordina direttamente di astenersi dal lavoro materiale e di assistere alla Messa; e tutto ciò sotto pena di peccato mortale, se non c’è una vera grave causa scusante. Ma indirettamente consiglia di compiere delle opere buone, per rendere alla Divina Maestà atti di ossequio e di adorazione, quali sarebbero: le preghiere, l’assistere alla Benedizione Eucaristica ed alla predica, il visitare gli ammalati, ecc. Ma l’atto di culto più eccellente, dopo la Messa, è di certo la Comunione. Chi dunque la domenica riceve Gesù Sacramentato, rende a Dio un grandissimo atto di culto e propriamente santifica il giorno del Signore.
4) Si attinge la forza per vivere cristianamente durante la settimana. Quanta forza si richiede per tenere a freno le passioni, per resistere agli assalti diabolici, per vivere nel mondo senza lasciarsi travolgere dalla corrente degli scandali, per rassegnarsi nel dolore…? La forza maggiore viene all’anima da Gesù Sacramentato, che è il Pane dei Forti ed il Vino che germina i vergini. Comunicandosi la domenica, la forza divina pervade la debolezza umana e più facilmente si può vivere in grazia di Dio.
Se tanti non vivono cristianamente e con facilità cadono nel grave peccato, è perché non si nutrono con frequenza delle Carni Immacolate del Figlio di Dio.